E’ più facile mettertelo in culo che in testa.
Demoni

Va bene qui?
Stessa stanza.
Sì, mezz’ora basta.
No, non c’è bisogno di chiudere la finestra.
Così.
Ok.
30 minuti.
1800 secondi.
Dopo poco i pensieri arrivano.
Puntuali come sempre vero?
Sì, lo sappiamo, ti mancavamo già.
La mia vita di nuovo davanti ai miei occhi.
Appare come un film.
La pellicola gira ma non c’è un finale chiaro.
Ci devo riflettere.
Di nuovo so che quei sorrisi non sono casuali.
Nuovamente quei demoni tornano a compiacersi della loro futura venuta.

Rileggendo l’ultimo post che ho scritto ieri sera…

ungiornodiordinariafollia:

… ricordo quanto sia stato bello baciarla e capisco che, per quanto ingiusto sia, era la cosa che volevo fare.

E ovviamente oggi avrò una lunghissima coda di pensieri che busseranno alla mia porta in cerca del loro “prezzo da pagare”.

scrivevo cose fighe…

Mi riempi l’anima. Credo sia una sensazione del genere.
Puzzle

Ero nudo a letto con addosso solo un lenzuolo verde ospedale.
Fuori il sole sembrava invitarmi ad una più calda mattinata, eppure volevo solo il silenzio, la pace, la solitudine più totale.
Don’t disturb.
Senza pc, smartphone, senza dischi nè radio nè social, l’unica cosa che desideravo era pensare.
Ho pensato ad almeno una dozzina di persone.
La mia vita buttata su un tavolo, alla rinfusa, come un puzzle da completare.
Inizialmente i pezzi più facili combaciavano quasi subito, di alcune persone e sentimenti non ho mai avuto alcun dubbio.
Con alcuni pensieri ho sorriso trattenendo a stento una risata sguaiata, quanto coglioni siamo, anche a scriverlo ora si disegna quel sorriso improvviso.
Poi vabbè, le cose brutte, come sedare le lacrime che ti affiorano, a volte, perché in fondo non te ne sei ancora fatto una ragione.
Perché in fondo una ragione non c’è.
Su questi pezzi del puzzle non si può far granché, mi concentro sugli ultimi, i più belli, i più importanti.
A volte trovare il giusto orientamento alle cose può essere difficile ma, quando ci riesci, guardi l’opera e tutto torna.
Tutto.

Pensieri importanti mentre ero fatto.

Ti accorgi di aver fumato dell’erba buona quando, dopo l’ultima boccata di fumo, ti sembra di aver perso un amico.

Sulla carta è bravissimo…

Sulla carta è bravissimo…

Nudo

Mi guardo allo specchio in cerca di qualche dettaglio che non mi faccia pensare a quanto strano e crudele sia il mondo.
Odio il mio corpo quasi dal primo all’ultimo centimetro.
Salvo giusto le mie mani, le mie labbra, le spalle e il mio organo genitale.
Tutta roba importante in fondo… ma va a cagare.
Fra poco sarò di nuovo nudo davanti a una donna diversa da quella di ieri, probabilmente diversa da quella di oggi pomeriggio, di domani mattina.
Donne, delle quali ignoro il nome, che potranno soffermarsi su tutto me stesso e non solo sulle cose che mi piacciono.
Lo sguardo indugia sui segni, su tutto quanto odio di più al mondo.
Che poi più di un’occhiata in mezzo alle gambe ce la buttino è naturale.
L’esibizionismo non è per me, non così.

Il balconcino
in camera
era da usare.
Quella Lucky Strike
faceva cagare.
Il drum era meglio
ma in fondo
era l’ultima.
Ma io avevo
portato
ah eccola.
Cristo.
Ancora un tiro.
Basta.
Ok
scrivo quando
sono fatto.
Domani rileggo.
Promesso.

Da oggi cambierà tutto quanto.

Sono attimi di
spensieratezza
aspettando il buio
del mettermi
a dormire
o a far finta
di farlo.
Chiudo gli occhi
non riesco a non
pensarci
a non
pensarti.

Nessun termine
basta ad esprimere
cosa sento.
Per quanto
mi sforzi
tutto torna
come prima.
Merda.

L’inchiostro sa quante frasi 
nascondono i silenzi. 

Stessi sogni
sempre uguali
quasi a voler
ribadire il concetto.
Ogni notte sempre
gli stessi
occhi
che non ricordo.
Ogni notte
tu
senza me.